Michele Telari - Recensioni - Michele Telari

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Architetto Beatrice Bella
La poesia pittorica di Michele Telari si basa su una stratificazione e accostamento di segni frammentati, che ricomposti dall’occhio umano, danno vita ad immagini definite e dettagliate di spaccati urbani che l’artista vuole raccontare. Suggestivi scorci metropolitani, suggeriti da pennellate materiche che tagliano la tela, conducono lo spettatore ad indagare sullo spazio oltre il disegno, uno spazio non dipinto. Una ricerca personale che cerca di superare i limiti bidimensionali della tela, accostando le proprie sperimentazioni artistiche allo Spazialismo di Lucio Fontana, senza mai abbandonare la materia pittorica.
Attraverso pennellate fugaci, Telari amplia il concetto “dell’attimo fuggente” impressionista, mediante una dettagliata definizione che lo fa sfociare in uno stile, iperrealistico, ripercorrendo una strada tracciata dai dipinti di Richard Estes. Tuttavia, mentre l’artista americano indaga sulle immagini della città riflettendole sulle vetrine di bistrot e hotel, Telari propone una visione della metropoli Newyorkese interponendo superfici vetrate tra lui e la città. I colori vengono quasi annullati, i toni si affievoliscono e le atmosfere si attenuano.
Le opere di Telari catapultano lo spettatore all’interno di proprie dinamiche, capaci di mutare in base agli occhi che lo osservano. Il segno delle colature ed il colore steso con la spatola, creano un velo piovoso che l’artista utilizza come filtro visivo per movimentare l’immagine e confondere lo spettatore. Il percorso artistico intrapreso da Telari tra il 2010 – 2015 denota l’evoluzione di una ricerca artistica sulla percezione dello spazio e della luce. Partendo da un tratto deciso e dettagliato, l’artista arriva ad accostare pennellate sempre più materiche e grossolane, sino a diventare macchie di colore, lasciando intravedere, anche la grana della tela sottostante. Una mancata definizione pittorica, che lascia spazio ad una totale interpretazione personale.
Telari plasma la pittura al fine di creare diversi “punti di vista”, che permettono allo spettatore di perdersi, intraprendendo così un percorso catartico.

A. Giulio Niccoli

Il Fotorealismo di Telari è più che convincente. La sua precisione estetica si espleta, oserei dire, nel campo esistenziale. Le scogliere, il bosco, i frutti, i fiori e le fontane sono elementi familiari a chiunque li abbia osservati almeno una volta nella vita. E quest’idea di familiarità nasce dalla duplice visione che abbiamo di noi stessi, sentendoci parte integrante delle creazioni artistiche e, al contempo, giudici di quel che si contempla.
La nozione che conferisce autenticità ai quadri di Telari è la fedeltà alla nostra esperienza, il guidare le coscienze all’accettazione serena delle sue scelte, come fosse una pressante necessità. Telari, impadronendosi di quel che esiste già, decanta elementi di pura immediatezza, la cui comparsa, attesa e inaspettata, ci permette d’affrontare la realtà naturale, o storica, come un qualcosa che ha luogo in sé, prescindendo dall’essere umano, come presenza urgente e genuina dalla quale, pur volendo, non possiamo mantenere le distanze.


Viterbo News 24

"Un artista completo nella sua preparazione tecnica e nel modo di distribuire il colore ricco di sfumature, talvolta appena percepibili, con qualunque tipo di tecnica usata."




Architetto Beatrice Bella
The painted poetry from Michele Telari is based upon a stratification and juxtaposition of fragmented, signs which, once reassembled by the human eye, give birth to clear and detailed images of the artist’s impression of a urban scenery. Pasty brush strokes evocating metropolitan sights are spread across the cancas to lead the viewer to see beyond the drawing, in a sort of unpainted space. An introspective look in an effort to bypass the two dimension’s limits of the canvas as in Lucio Fontana Spatialism but transferred into figurative art.
Telari as an impressionist tries to catch the fleeting moment with a particular care of the details reaching almost a hyperrealistic style which reminds us of Richard Estes paintings. Nevertheless, while the American artist depicts the reflection of the city on shop windows, Telari suggests a view of New York sitting behind a glass wall. Colors are almost canceled, tones get weaker and the atmosphere is mitigateci.
Telari works change depending on who is watching, thus bringing the viewer inside a dynamic prospective. Color leakings are spread with a spatula to create a rainy veil used by the artist to confuse the viewer and animate the picture. The artistic evolution of Telari between 2010 – 2015 is based on a maturating research on space and light perception . A detailed and precise trait evolves into a thicker line which finally turns into a stain on the naked canvas. A missing pictorial definition to leave room to a totally personal interpretation.
Telari shapes the painting art in order to create several “points of view”where the viewer gets lost and begins a cathartis journey.

Julius A. Niccoli

The Photorealism of Telari is more than convincing. Its aesthetic precision work is done, I dare say, in the field of existence. The cliffs, woods, fruits, flowers and fountains are elements familiar to anyone who has observed at least once in their lifetime. And this idea of ​​familiarity born from double vision that we have of ourselves, feeling an integral part of the artistic creations and, at the same time, judges of what is contemplated.
The notion that lends authenticity to the paintings of Telari is fidelity to our experience, the guide consciences serene acceptance of his choices, like a pressing need. Telari, taking possession of that which already exists, sings elements of pure immediacy, the appearance of which, expected and unexpected, allows us to face the reality natural, or historical, as something that takes place in itself, apart from the human being, as urgent and genuine presence from which, while not willing, we can not keep your distance.

Viterbo News 24
"A complete artist in his preparation technique and how to distribute the color nuanced, sometimes barely perceptible, with any type of technique used."
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